La verità non urla.
Si siede accanto,
ti guarda mangiare
e ti rovina l’appetito.
Poesie
Abbiamo chiamato “destino”
la somma delle nostre vigliaccherie.
Suonava più elegante
che dire: ho avuto paura.
L’amore non salva.
Al massimo illumina il disastro
abbastanza
da non inciampare due volte.
Ci sono silenzi
che non chiedono rispetto,
chiedono
di essere sopravvissuti.
La maturità arriva
quando smetti di spiegarti
e lasci che il mondo
capisca male.
Ogni promessa
è un debito emotivo
fatto da chi spera
di non dover pagare.
Non sono cambiato.
Ho solo smesso
di fingere entusiasmo
per ciò che mi svuotava.
La felicità è intermittente.
Come certe luci di periferia:
non ti guidano,
ma almeno non sei al buio.
Il tempo non guarisce.
Archivia.
E ogni tanto
riapre il fascicolo.
Siamo diventati adulti
quando il futuro
ha smesso di promettere
ed è passato a pretendere.
La nostalgia è una bugia ben vestita.
Ti dice che era tutto vero,
quando in realtà
eri solo più ingenuo.
Ci sono persone
che entrano nella tua vita
solo per insegnarti
come chiudere meglio.
Il coraggio non fa rumore.
È un passo avanti
fatto mentre tremi
e nessuno applaude.
La solitudine non è mancanza.
È un eccesso di pensieri
che non trovano
una bocca affidabile.
Abbiamo confuso la libertà
con l’assenza di legami,
poi ci siamo chiesti
perché tutto cadeva.
Non tutto ciò che fa male
è profondo.
A volte
è solo inutile.
L’ego è una stanza chiusa
piena di specchi rotti.
Entrarci
è già una scelta discutibile.
Il passato non bussa.
Si presenta
quando abbassi la guardia
e ti chiama per nome.
Ci sono addii
che durano una frase
e ritorni
che non smettono mai.
La lucidità è una forma di solitudine.
Vedi tutto chiaramente,
ma non trovi nessuno
con cui condividere lo sguardo.
Abbiamo imparato a sorridere
nei momenti sbagliati.
Un riflesso di sopravvivenza,
non di gioia.
Il cinismo è speranza ferita
che ha smesso
di medicarsi
in pubblico.
Ogni scelta importante
assomiglia a un salto.
La differenza
la fa solo la caduta.
L’intimità vera
non è spogliarsi,
ma restare
quando l’altro vede tutto.
Ci hanno insegnato a vincere.
Nessuno ci ha spiegato
come perdere
senza diventare piccoli.
La notte non consola.
Rende solo onesti
i pensieri
che di giorno mentono.
Siamo stanchi
non di vivere,
ma di dover sembrare
sempre funzionanti.
La memoria seleziona.
Tiene il dolore,
scarta le cause,
e ti lascia confuso.
Non tutti i sogni muoiono.
Alcuni
si ridimensionano
per non farsi odiare.
La distanza chiarisce.
Non avvicina,
non aggiusta,
ma smette di mentire.
Il silenzio dopo una verità
è il suono
di qualcosa
che non tornerà uguale.
Abbiamo chiamato “carattere”
la difficoltà di cambiare.
Suonava più dignitoso
che dire: sono rigido.
La paura non blocca.
Indirizza.
Ti fa vivere
una vita più piccola.
Non tutti i legami soffocano.
Solo quelli
che chiedono
di smettere di respirare.
Il controllo è un’illusione
per chi non si fida
di ciò che prova
quando lo perde.
Crescere è capire
che nessuno arriva davvero.
Al massimo
resta un po’.
Il dolore ignorato
non scompare.
Si organizza
meglio.
La sincerità assoluta
è una forma di violenza
che solo i vanitosi
chiamano coraggio.
Abbiamo romanticizzato il caos
per non ammettere
che non sapevamo
costruire ordine.
La fine non è un evento.
È una lenta rinuncia
che chiamiamo
abitudine.
Non tutto merita una risposta.
Alcune domande
si consumano
se lasciate sole.
La fedeltà a sé stessi
è l’unica che costa davvero.
Perché non offre
nessuna scusa.
Ci sono errori
che non chiedono perdono.
Chiedono
di essere capiti tardi.
Il desiderio mente.
Promette pienezza
sapendo già
di durare poco.
Siamo diventati cauti
quando abbiamo capito
che non tutto ciò che brilla
vuole essere toccato.
La rabbia è dolore
che ha imparato
una lingua
più rumorosa.
Non tutti i ponti vanno attraversati.
Alcuni
servono solo
a ricordarti da dove no.
La pace non è assenza di conflitto.
È smettere di discutere
con ciò
che non cambierà.
L’identità non si trova.
Si sopporta,
si lima,
si difende male.
Alla fine restano poche cose:
un corpo stanco,
qualche verità scomoda,
e il coraggio di non mentire più.