Non ricordo il giorno esatto in cui ho smesso di aspettare. So solo che una mattina il silenzio era già seduto al mio posto.
Racconti
Scrivo per non dimenticare le stanze che ho abitato senza lasciare chiavi. Alcune erano persone. Altre ero io.
La notte mi parla piano, come chi non vuole svegliare i ricordi. Io ascolto e fingo di dormire.
Ho imparato tardi che certe assenze non vanno colmate. Vanno lasciate aperte, come finestre.